Il Duce di Roma

Se il buongiorno si vede dal mattino, Alemanno ha deciso di iniziare in bellezza. Dopo che ha martellato Roma durante tutta la sua campagna elettorale sul problema sicurezza, il neo sindaco se ne esce con provvedimenti e affermazioni che nessuno aveva espressamente richiesto, di cui proprio non sentivo il bisogno.

La festa del cinema non ti piace? Non ci venire. La decisione di trasformarla in una festicciola di paese non aiuta certo il tanto esaltato “cinema italiano”. Forse se gli dai respiro internazionale, forse mettendolo a confronto con film esteri, forse questo può aiutare a farlo riemergere… ma bisogna fare i supernazionalisti. A noi questi “americani” non ci piacciono (“gente che cacciava marmotte, quando noi già s’accoltellava un Giulio Cesare”). Poi a voler fare un discorso molto più pratico, vuoi mettere il turismo che portano Nicole Kidmann, Leonardo Di Caprio, Gorge Clooney. (Per inciso, si sono pure risentiti all’estero: “il Duce di Roma blocca le star americane” Sunday Time).

Ara Pacis. È evidente che non ti piace Veltroni… e questo si era capito, ma Roma non stava morendo sotto vagonate di extracomunitari? non c’è altro di cui dovresti occuparti?

Se per la festa del cinema e l’Ara Pacis si cerca di rimuovere qualche ricordo del sindaco precedente, con la felice uscita sul gay pride riprende un po’ il filone della vecchia amministrazione. “Esibizionismo sessuale” dice. I veri esibizionisti sono quelli che vanno in giro con la croce celtica sulla cravatta, non chi semplicemente sfila in un corteo organizzato. “Io rispetto gli omosessuali, conosco molte persone che lo sono”dice. Ultimamente va molto di moda tra i politici “conoscere” persone gay, come se il fatto di conoscerne due o tre giustificasse ogni genere di discriminazione.

Dai Gianni, chi ben comincia è a metà dell’opera.

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