Nuovi eroi
Berlusconi è diventato il nuovo premier (vabbè questo si sapeva) e ha fatto il suo bel discorso iniziale alla camera dei deputati. È il IV governo che fa, ha rubato tutto il rubabile, si è condonato tutto il condonabile, si è legiferato tutto il legiferabile, l’unica cosa che gli manca adesso è la gloria. Il problema è come cercherà di ottenerla (intanto il mausoleo dove essere sepolto lo ha già costruito, così…hai visto mai…). Le vie sono due credo. O decide di governare veramente, tentando di risollevare questo paese, ma è l’ipotesi che scarterei immediatamente. Non per niente, ma dovrebbe governare talmente bene (ricordiamo Calderoni, Tremonti, Bossi, Bondi ministri) da farmi dimenticare tutti e tre i governi precedenti, i processi a carico (non mi metto a ripeterli ogni volta, anche se andrebbe fatto), le manie di grandezza, ecc. L’altra via, la più preoccupante e plausibile, è quella di atteggiarsi a grande statista (discorso, fatto.), abbassare le tasse o alzare gli stipendi all’ultimo secondo e uscirsene con una bella opera civile assolutamente opinabile (vedi ponte sullo stretto). Anche perché c’ha 71 anni, prima o poi il Signore lo chiamerà a se.
Fatto sta che il nuovo parlamento deve dare la fiducia a questo governo. Il primo (o almeno il primo che mi interessi) a fare il suo discorso è Antonio Di Pietro. Inutili sono i giri di parole, Lui ha ragione. L’ha sempre avuta. Un eroe: stavo cercando un brano dal discorso, per mettere una citazione…andrebbe messo tutto. Finalmente qualcuno che senza se e senza ma va contro Silvio Berlusconi, per i motivi che tutti sappiamo e che nessuno riconosce, i soliti “argomenti strumentali” della sinistra insomma. Andava fatto, andava detto quanto è stato detto.
In tutto questo idillio (non mi pareva vero che qualcuno finalmente glielo dicesse in faccia) però, succede una cosa strana. Mentre Di Pietro leggeva il suo discorso ovviamente arrivavano contestazioni dalla parte politica opposta e nel chiedere il silenzio al presidente della Camera Gianfranco Fini, Di Pietro riceve questa risposta:
Antonio Di Pietro: Signor Presidente della Camera, darmi la possibilità di parlare è un suo compito.
Gianfranco Fini: Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest’Aula e sa che è abbastanza naturale che ci sia, nei limiti…
Antonio Di Pietro: Solo quando riguarda me, però.
Gianfranco Fini: Ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice (Applausi dei deputati dei gruppo Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)…fermo restando che ho già invitato la parte destra dell’emiciclo a non interromperla. Prego, onorevole Di Pietro, continui.
Se il fatto di ricevere l’attenzione del parlamento ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice, la situazione è grave. È una cosa che succede nelle dittature, che succedeva nel fascismo.
Poi per concludere parla Walter Veltroni (per concludere quelli che mi interessano) che parole tipo “processi”, “leggi ad personam”, “condannati” o “fascismo” non le pronuncia. Veltroni ha toni molto più pacati e tranquilli, tant’è che lui e Silvio pare che si incontreranno periodicamente. Berlusconi ha la maggioranza, piena, anzi pienissima, dunque l’opposizione gli serve a poco, anzi a niente. L’unica cosa che a Veltroni rimane da fare, per non cadere nell’ombra, è far finta di essere utile e disposto a un cordiale dialogo con chi per due anni di governo e durante tutta la campagna elettorale gli ha dato addosso manco fosse un assassino, anche perchè Berlusconi non ha certo bisogno del suo aiuto. Utile insomma. La sinistra è vent’anni che fa così. È evidentemente la cosa giusta da fare.