Il paradosso del piazzista

american_dictatorship_3Premessa: io credo che siamo tutti d’accordo nel dire che se togliamo il potere di veto su una legge al presidente della Repubblica passiamo, con molta nonchalance, in dittatura. Al massimo a una monarchia elettiva. Sicuramente però non parliamo più di democrazia. Quando la maggioranza decide senza che un garante possa mettere in discussione la costituzionalità di una legge, la democrazia diventa acqua passata. Un felice ricordo.

La cosa più assurda di tutta questa situazione è il dubbio che mi rimane. Tutti i più grandi dittatori della storia, da Castro a Napoleone, passando per l’America Latina, hanno fatto il loro colpo di stato in età (passatemi il termine) giovanile. Tanto per esagerare, Hitler istaurò la sua dittatura a 45 anni. Mi padre è più vecchio.

Silvio Berlusconi, classe 1936, ha la veneranda età di 72 anni. Con tutta obbiettività, quanto gli resta? 20 anni ancora? 25? 30??? Diamine, Dio ci odia a tal punto? Se pure continua a farsi queste leggi “ad personam”, sia quando la persona è lui o sono altri, dove vuole arrivare? Lui certo non potrà godersele e certo non le lascia ad un suo possibile successore (Fini è ufficiale ormai, è il maggior esponente dell’opposizione). Sotto di lui ci sono solo, come dice il buon Tc, cortigiani. Vassalli, valvassori e valvassini. Nessuno della sua Statura.

E Ancora. Dietro tutto ciò, non c’è nemmeno un’ideologia. Il comunismo, il nazionalsocialismo erano ideologie. Dietro tutto ciò c’è solo il guadagno, ma ormai è un obbiettivo raggiunto, un obbiettivo che non soddisfa più.

Inoltre, quando uno raggiunge un’età avanzata non pensa più alla “carriera”, pensa alla sua immortalità, pensa la ricordo che lascerà dietro di se. Tanto per citare un film che mi sarò visto almeno 9 volte “Cosa ricordare di lei onorevole? Lei durerà un po’ più, un po’ meno, ma passerà comunque alla triste cronaca, specialmente ora che le si addice”

Chiunque abbia una soluzione soddisfacente del complicato enigma la invii alla nostra casella postale. Il fortunato vincitore riceverà un ricco premio in gratitudine.

P.S.: non ho commentato il comportamento della chiesa. Cose così non si vedevano neanche ai tempi del referendum sul divorzio o sull’aborto, ma a quei tempi, si sa, c’era ancora un partito comunista.

Una Risposta a “Il paradosso del piazzista”

  1. Caro Lei… io per me ho deciso..ora lo annuncerò con squilli di trombe e fanfare militari ovunque… se Berlusconi dovesse diventare Presidente della Repubblica GIURo su questa mia vita che vado via dall’ Italia, mi do al brigantaggio in montagna con schioppo ottocentesco e barba lunga e torno alla morte del nano malefico.

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